Milano e il cinema

Milano e il cinema

Alcune città, come New York e Parigi, si sono imposte nell’immaginario collettivo attraverso il cinema. Così non è stato per Milano. Invece, la città, pur non essendo comunemente associata alla Settima Arte, può vantare una tradizione che affonda alle origini del mezzo cinematografico.

La mostra Milano e il cinema, curata da Stefano Galli, e visitabile a Palazzo Morando fino al 10 febbraio 2019, documenta e racconta proprio questo interessante aspetto cittadino.

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Revolution. Musica e ribelli 1966-1970

Revolution. Musica e ribelli 1966-1970

“Questa non è dunque una mostra su un periodo storico, una moda, una città, uno stile o un genere musicale. Questa è una mostra su una delle cose più fragili ed allo stesso tempo più resilienti e durature che esistano sulla faccia di questo pianeta: un’idea. L’idea di Rivoluzione.” Così si dichiara nel comunicato stampa. E infatti la mostra Revolution. Musica e ribelli 1966-1970, allestita fino al 4 aprile 2018 negli spazi della Fabbrica del Vapore, promossa e coprodotta da Comune di Milano-Cultura, Fabbrica del Vapore e Avatar – Gruppo MondoMostreSkira, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra, riesce perfettamente nell’intento.

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Ettore Sottsass. There is a Planet

Ettore Sottsass. There is a Planet

A 100 anni dalla nascita (1917) e a dieci dalla scomparsa (2007) La Triennale di Milano rende omaggio a Ettore Sottsass. Il titolo della mostra, There is a Planet, visitabile fino all’11 marzo, è quello di un progetto di Sottsass dell’inizio degli anno ’90 per l’editore tedesco Wasmuth, mai realizzato, che raccoglieva fotografie di architetture, case, porte, persone, immagini che in generale riguardano l’abitare e la presenza dell’uomo sul pianeta. Una mostra che ricorda e porta a compimento un ambizioso progetto del famoso architetto e designer, ma che è anche un vero e proprio viaggio sul “pianeta Sottsass”.

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Frida Kahlo. Oltre il mito

Frida Kahlo. Oltre il mito

Il MUDEC-Museo delle Culture, con la mostra Frida Kahlo. Oltre il mito, raggiunge il culmine della sua triennale ricerca attraverso le culture “altre” e gli artisti che ne sono stati interpreti. La mostra, visitabile fino al 3 giugno, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, si propone al grande pubblico come un approfondimento diverso rispetto ai numerosi allestimenti dedicati all’artista in questi ultimi anni.

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Due anni di Milano si mostra: le foto vincitrici del concorso fotografico

Due anni di Milano si mostra: le foto vincitrici del concorso fotografico

“L’arte, che rappresenta l’esperienza più esclusiva, elitaria, nobile dell’uomo, paradossalmente riesce a unire ciò che nella vita quotidiana rimane diviso, frammentario, incomunicabile. […] Dove c’è arte la gente accorre, come per non mancare a un appuntamento importante, come per testimoniare un desiderio autentico di bellezza: per scoprirla, riconoscerla, capirla. L’arte è il racconto più bello della nostra vita; un’opera d’arte ci fa sentire immediatamente che essa ha un grande valore, un valore certo, da tutti riconoscibile, proprio quando la nostra società ci mostra invece quotidianamente la labilità di ogni valore, l’incertezza nel riconoscerlo. Così, la gente si mette in fila e attende pazientemente, umilmente, di entrare nei musei. E una volta entrati nelle sale, i visitatori sono capaci di rimanervi per una giornata intera, in un silenzio quasi sacro: camminando lentamente, guardando, avvicinandosi ai quadri con soggezione e soffermandosi più a lungo davanti alle tele più famose. È un rito al quale ben pochi si sottraggono.”

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Take Me (I’m Yours)

Take Me (I’m Yours)

La mostra Take Me (I’m Yours) organizzata in Pirelli HangarBicocca e visitabile fino al 14 gennaio 2018 nasce da un’idea di mostra concepita dal curatore Hans Ulrich Obrist e l’artista Christian Boltanski alla Serpentine Gallery di Londra nel 1995. Da questo primo esperimento sono state realizzate altre versioni del progetto, presentate in istituzioni diverse fino alla mostra collettiva milanese.

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Nan Goldin. The Ballad of Sexual Dependency

Nan Goldin. The Ballad of Sexual Dependency

The Ballad of Sexual Dependency è il canto di Nan Goldin, artista statunitense nata a Washington nel 1953. La “Ballad” è un work in progress avviato agli inizi degli anni Ottanta e poi continuamente ampliato e aggiornato.

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Jacques Henri Lartigue fotografo. Il tempo ritrovato

Jacques Henri Lartigue fotografo. Il tempo ritrovato

La realtà milanese ha questo grande pregio, di offrire una proposta espositiva ampissima, che non si esaurisce con le grandi mostre di Palazzo Reale, ma che si differenzia grazie a piccole mostre in cui il visitatore può immergersi in un ambiente intimo e raccolto, in cui assaporare un insieme selezionatissimo di opere.

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Antonia Pozzi. Nelle immagini l’anima

Antonia Pozzi. Nelle immagini l’anima

In occasione del 40° anniversario del Liceo Banfi, fino al 18 giugno il MUST Museo del territorio di Vimercate ospita la mostra Antonia Pozzi. Nelle immagini l’anima, promossa dal Liceo Antonio Banfi di Vimercate, Comune di Vimercate e Fondazione Corrente di Milano, a cura di Ludovica Pellegatta.

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