#Mostrefuoriporta: MANGASIA. Wonderlands of Asian comics

Dopo la tappa romana, arriva alla Villa Reale di Monza la mostra MANGASIA. Wonderlands of Asian comics, visitabile fino al 3 giugno, firmata Paul Gravett e realizzata con il Barbican Center di Londra.

Come promette il titolo, l’esposizione vuole presentare il multiforme genere espressivo del manga asiatico attraverso tutte le sue principali declinazioni.

Un’intenzione piuttosto ambiziosa che rischia a tratti di risultare dispersiva, a tratti superficiale. La mostra non si vuole limitare a descrivere la storia e l’evoluzione del manga nipponico, ma mostrare come questo genere si sia sviluppato nelle forme più varie in tutta l’Asia, dall’India alla Cina alla Thailandia. Il rischio è di disorientare il visitatore, per quanto esso sia un appassionato lettore di manga. È come se si cercasse di spiegare, esponendo volumi ed edizioni a stampa, tutta la storia e l’evoluzione del genere del romanzo occidentale in una sola mostra.

Al di là dei limiti, la mostra offre comunque spunti per chi volesse cogliere alcuni aspetti del genere manga per poi approfondirli da lettore in un secondo tempo.

Immagini dalla mostra "MANGASIA. Wonderlands of Asian comics", foto di Ottavia Mangiagalli
Immagini dalla mostra “MANGASIA. Wonderlands of Asian comics”, foto di Ottavia Mangiagalli

L’esposizione si apre chiarendo che i manga, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nascono dall’effetto convergente di innovazioni giapponesi e influenze straniere: il termine cinese manga fu usato originariamente nel 1814 da Katsushika Hokusai per indicare i suoi schizzi, ma è soltanto dopo l’apertura del Giappone al commercio internazionale nel 1868 che nacque il manga così come lo intendiamo noi, e nacque dall’imitazione dello stile umoristico o realistico delle strisce americane ed europee.

Non mancano però nel genere manga influenze della cultura tradizionale asiatica. Molti mangaka trovarono e trovano ancora oggi ispirazione dal mondo degli yokai, strane creature imprevedibili del folclore nipponico che vivono in mezzo a noi ma senza mescolarsi con gli esseri umani. Molti autori di manga spesso ne creano di nuovi per parlare dei problemi attuali come le radiazioni atomiche o l’inquinamento dei mari.

La sezione più interessante della mostra è quella dedicata al rapporto tra il linguaggio fumettistico e la politica. I manga sono spesso usati come strumento di propaganda, ma nella forma della graphic novel si sono dimostrati efficacissimi mezzi per raccontare la complessità di eventi storici e sociali. Ad esempio la graphic novel Flower dell’artista sudcoreano Park Kun-Woong, mille pagine pubblicate nel 2002, frutto di un lavoro di cinque anni svolto in segreto per raccontare gli effetti disastrosi della guerra di Corea.

Oltre all’esposizione di vetrine e tavole ‒ alcune splendide come quelle di Jiro Taniguchi ‒ non mancano sale dedicate al lavoro preparatorio che svolge un mangaka (è esposta la postazione di lavoro di Fukutani Takashi) e al mondo dei fan dei manga, con la simulazione di esperienze virtuali e l’esposizione di costumi cosplay.

Immagini dalla mostra "MANGASIA. Wonderlands of Asian comics", foto di Ottavia Mangiagalli
Immagini dalla mostra “MANGASIA. Wonderlands of Asian comics”, foto di Ottavia Mangiagalli

La mostra si chiude con un rapido cenno alle nuove sperimentazioni del genere manga, come ad esempio il lavoro del cinese Xu Bing che ha messo a punto un linguaggio grafico universale basato su immagini, simboli ed emoji del mondo social di oggi.

VOTO 3/5

  • Contenuti: ampio e forse troppo dispersivo excursus sulla storia e l’evoluzione del genere manga (281 tavole originali e 200 volumi di fumetti). Sono esposti volumi e tavole, oltre a costumi cosplay e installazioni video.
  • Allestimento: le sale storiche della Villa Reale di Monza non si adattano efficacemente al contenuto dell’esposizione, le stanze sono troppo ampie e dispersive considerate le piccole dimensioni di volumi e tavole esposti e la scarsa illuminazione non ne aiuta la visione e la lettura dei pannelli esplicativi. Le didascalie poi non sono chiaramente legate al materiale esposto.
  • Rapporto qualità/prezzo: biglietto intero a 14 euro (ridotto 12 euro) forse troppo eccessivo considerati i difetti dell’allestimento.

Info e orari

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza i cookie… accetti? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi