Take Me (I’m Yours)

La mostra Take Me (I’m Yours) organizzata in Pirelli HangarBicocca e visitabile fino al 14 gennaio 2018 nasce da un’idea di mostra concepita dal curatore Hans Ulrich Obrist e l’artista Christian Boltanski alla Serpentine Gallery di Londra nel 1995. Da questo primo esperimento sono state realizzate altre versioni del progetto, presentate in istituzioni diverse fino alla mostra collettiva milanese.

L’esposizione si propone di scardinare le regole della museografia tradizionale: in mostra il visitatore ha l’opportunità di fare tutto ciò che di norma è vietato in un museo. Cinque le parole d’ordine: Prendere, Creare, Partecipare, Scambiare e Comprare. I visitatori possono così collezionare le opere e interagire con esse, usare gli oggetti messi a disposizione dagli artisti, scambiare gli oggetti con i propri effetti personali, acquistarli. Il tutto basato sull’idea di scambio, diffusione e condivisione dell’opera d’arte, al di fuori dai tradizionali canali del mercato.

Hans-Peter Feldmann, The Prettiest Woman
Hans-Peter Feldmann, The Prettiest Woman

Al centro del percorso l’opera che ha dato vita alla collettiva: Dispersion, un’installazione di Christian Boltanski destinata per sua natura a scomparire: montagne di abiti usati, ormai abbandonati dai corpi che un tempo li hanno abitati e ora oggetti della memoria, sono a disposizione dei visitatori che possono portarli via con sé e ridonare loro vita.

Christian Boltanski, Dispersion, 1991-2017
Christian Boltanski, Dispersion, 1991-2017

L’idea alla base di questo intervento artistico è più che mai attuale e di ampio respiro andando a toccare temi quali la necessità di una nuova ridistribuzione dei beni e l’importanza della condivisione. Sarebbe stata perfetta se il titolo Prendimi (Sono tuo), nel senso di “già tuo perché di tutti”, fosse stato applicato alla lettera e se per poter effettivamente prendere e collezionare le opere non ci fosse l’obbligo dell’acquisto di una ecologista borsa di carta creata da Boltanski. Ma si sa, di solito l’utopia soccombe alla realtà, e purtroppo questo capita anche all’arte.

VOTO 4/5

  • Allestimento: la distanza tra opera d’arte e spettatore è totalmente annullata per cui il visitatore è invitato a prendere, collezionare, toccare, scambiare gli oggetti esposti. La regola di questo gioco dell’arte contemporanea è la dispersione, la disseminazione dell’opera.
  • Contenuti: la mostra con un approccio ironico e dinamico riflette su temi attualissimi quali la condivisione, la ridistribuzione dei beni, le logiche del mercato in una nuova ottica inclusiva. Per conoscere l’opera di Christian Boltanski visitate il progetto Anime. Di luogo in luogo che l’artista ha realizzato per la città di Bologna, visitabile fino al 12 novembre, di cui abbiamo parlato in una recensione della nostra rubrica #Mostrefuoriporta.
  • Rapporto qualità/prezzo: ingresso gratuito. Per poter prendere e collezionare le opere è necessario però acquistare la borsa di carta creata da Christian Boltanski presso l’Info Point o al Bookshop al costo di 10 euro.

Info e orari

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza i cookie… accetti? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi