#Mostrefuoriporta: Anime. Di luogo in luogo

A Bologna c’è un appuntamento da non perdere visitabile fino al 12 novembre. Un grandioso progetto che la città ha deciso di promuovere per l’offerta culturale del 2017: Anime. Di luogo in luogo, dedicato a Christian Boltanski. Organizzato da Comune di Bologna e Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e Regione Emilia-Romagna, il percorso, a cura di Danilo Eccher, si sviluppa in molti spazi della città.

Arduo descrivere la complessità del progetto che coinvolge sia la sede più istituzionale del MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna), dove è allestita la mostra antologica più grande mai realizzata in Italia su Boltanski, sia l’installazione Réserve presso l’ex polveriera bunker nel Giardino Lunetta Gamberini, la presenza di cartelloni pubblicitari Billboards sparsi per la città, fino alle periferie, l’installazione performativa andata in scena a giugno, Ultima, al teatro Arena del Sole, senza infine dimenticarsi dell’installazione al Museo per la Memoria di Ustica.

Immagine dalla mostra "Anime. Di luogo in luogo"
Immagine dalla mostra “Anime. Di luogo in luogo”

Molti i linguaggi utilizzati, molteplici le suggestioni, che consentono di avvicinarsi a Boltanski, uno dei più grandi artisti viventi internazionali, che ha con Bologna un legame speciale e di lunga data. Segnando il 2017 una data importante per alcune ricorrenze – i 10 anni del MAMbo e del Museo per la memoria di Ustica, i 37 anni dalla strage di Ustica – è stato percepito come inevitabile il riferirsi a uno degli artisti che più di tutti ha riflettuto, e riflette, sul tema della memoria, del ricordo, della storia, e delle persone immerse in essa.

Inevitabile provare delle potenti emozioni dentro al Museo per la memoria di Ustica, dove Boltanski ha messo in opera un’installazione che, pur nella semplicità dei materiali utilizzati (lampadine, specchi…), si stratifica e si amplia nella percezione del visitatore, chiamato ad avere un ruolo attivo, a sentire con tutti i sensi – olfatto, vista, tatto, udito – quello che è stato. Per ricordare. Per sentirsi uomini in empatia con altri uomini.

Il Museo per la Memoria di Ustica
Il Museo per la Memoria di Ustica

Fondamentale la visita alla grande antologica negli spazi del MAMbo, che raccoglie 20 installazioni che illustrano bene le ricerche artistiche di Boltanski. Dai famosi Monuments alla grande montagna Volver (che sembra d’oro ma in realtà è interamente ricoperta da coperte termiche isotermiche), da Regards a Containers (che contengono dei vestiti, che privi di un corpo che li indossi marcano con forza un’assenza, quella delle persone), molteplici sono le soluzioni che Boltanski sperimenta, fino ad arrivare ad Animitas (2017), dove la rarefazione dell’arte e la sua dematerializzazione rendono evidente l’attuale percorso di ricerca di Boltanski.

Immagine dalla mostra "Anime. Di luogo in luogo"
Immagine dalla mostra “Anime. Di luogo in luogo”

Quello che emerge è una visione dell’arte non percepita come qualcosa di rassicurante e rasserenante, ma come uno strumento fondamentale che l’uomo ha per porsi delle domande, per chiedersi il perché, per tentare di darsi delle risposte, consapevole che le risposte probabilmente non arriveranno ma che, comunque, è essenziale porsele perché “una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”. E l’arte, quindi, deve essere ambigua. Deve lasciare uno spazio di dubbio che solo il visitatore, con la sua personale visione, può riempire. Perché Boltanski non risponde. Si limita a proporsi come un essere umano che, con profonda empatia, guarda un altro essere umano e gli parla.

 

VOTO 5/5

  • Allestimento: sono le opere a parlare, non si percepisce la mediazione di un curatore ma il contatto diretto con il pensiero e l’estetica dell’artista. E questo è un elemento di grande pregio per delle installazioni di questo tipo, che devono essere semplicemente vissute da chi le visita. Molto pregevole l’antologica al MAMbo.
  • Contenuti: le installazioni più significative di Boltanski sono presenti, ma non è solo una grande antologica, ci sono anche opere inedite che arricchiscono ancora più l’importanza dell’esposizione.
  • Rapporto qualità/prezzo: l’ingresso alla mostra è di 6 euro, quello per il Museo per la Memoria di Ustica è gratuito, decisamente ottimo quindi il rapporto qualità/prezzo.

Info e orari

 

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