Kienholz. Five Car Stud

Fino al 9 aprile 2017 è visitabile in Fondazione Prada la mostra Kienholz: Five Car Stud, a cura di Germano Celant, che riunisce una selezione di opere realizzate da Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, tra le quali la storica installazione che dà il titolo alla mostra.

Se nella New York degli anni Sessanta l’arte si divideva tra la Pop Art ─ con la sua registrazione del consumismo di massa tanto compiaciuta da appropriarsi degli stilemi della società del consumo ─, il misticismo minimalista ─ con il suo distacco purista dal quotidiano ─, e il linguaggio autoreferente dell’espressionismo astratto, sulla costa del Pacifico, a Los Angeles, trovarono casa voci nuove, tra cui quella di Edward Kienholz. L’artista californiano, in sodalizio artistico con la moglie Nancy Reddin dal 1972, rifiutò qualsiasi forma di idealizzazione dell’arte del suo tempo per porre al centro del proprio lavoro la dimensione del disgusto e del rimosso.

Kienholz: Five Car Stud Immagini della mostra a cura di Germano Celant Fondazione Prada, Milano Foto Delfino Sisto Legnani Studio Courtesy Fondazione Prada. Da sinistra a destra: Edward & Nancy Reddin Kienholz The Rhinestone Beaver Peep Show Triptych, 1980 Edward & Nancy Reddin Kienholz The Pool Hall, 1993
Kienholz: Five Car Stud Immagini della mostra a cura di Germano Celant Fondazione Prada, Milano Foto Delfino Sisto Legnani Studio Courtesy Fondazione Prada. Da sinistra a destra: Edward & Nancy Reddin Kienholz The Rhinestone Beaver Peep Show Triptych, 1980 Edward & Nancy Reddin Kienholz The Pool Hall, 1993

Protagonisti delle opere di Kienholz sono esseri umani di dimensioni reali realizzati combinando avanzi di manichini, orologi, bambole giocattolo, vestiti dismessi. Il risultato sono dei tableaux vivants orrendamente grotteschi e repellenti che raccontano le bassezze della società umana. L’universo pop di Kienholz assume le forme del macilento, del perverso e del lurido: la realtà in tutta la sua crudezza, nell’intreccio tra eros e thanatos. È arte contro l’oscurantismo.

I temi centrali nella ricerca del duo Kienholz sono il conflitto razziale, la mercificazione del corpo della donna, la violenza contro i minori.

La visita nelle sale della mostra procede tra scene ambigue e violente, assemblages che sembrano set di un film horror e che invece prendono spunto da fatti di cronaca, e culmina nell’installazione Five Car Stud. L’opera ricostruisce un ambiente buio e isolato, illuminato soltanto dai fari di quattro automobili e di un pick-up con riportata ironicamente sulla targa la scritta “brotherhood”, dove uomini bianchi con indosso maschere da Halloween immobilizzano un afroamericano e uno degli aggressori sta per evirarlo. Kienholz, ponendo lo spettatore in questa situazione da incubo, denuncia la contraddizione oggi più che mai attuale di una società che professa l’uguaglianza ma che non accetta l’altro.

Kienholz: Five Car Stud Immagini della mostra a cura di Germano Celant Fondazione Prada, Milano Foto Delfino Sisto Legnani Studio Courtesy Fondazione Prada Edward Kienholz Five Car Stud, 1969–72
Kienholz: Five Car Stud Immagini della mostra a cura di Germano Celant Fondazione Prada, Milano Foto Delfino Sisto Legnani Studio Courtesy Fondazione Prada Edward Kienholz Five Car Stud, 1969–72

In The Caddy Court, un’altra opera presente in Fondazione Prada, l’artista bersaglia la corruzione della politica americana creando una sorta di orwelliana fattoria degli animali in cui i volti del Presidente e dei Giudici della Corte Suprema sono trasformati in musi impagliati e digrignanti di cani e lupi.

Spesso al centro delle opere di denuncia è poi la televisione di cui Kienholz attacca la colonizzazione dell’immaginario e la violenza dell’informazione, svelandone tutta la ferocia.

Inevitabilmente davanti alle opere di Kienholz lo spettatore si trova a dover fare una scelta: come diceva lo stesso Kienholz il suo lavoro è “come una traccia lasciata da un animale nel fitto della foresta, mentre l’osservatore è come un cacciatore che sopraggiunge e segue quella pista” e “attraverso domande e risposte può spingersi oltre, e raggiungere luoghi che l’artista non aveva lontanamente immaginato, oppure può tornare al sicuro, in posti già conosciuti”.

 

VOTO 5/5

  • Allestimento: gli ambienti della Fondazione Prada che ospitano la mostra enfatizzano con la loro luminosità, ampiezza e linearità la violenza delle opere di Kienholz: il visitatore è significativamente esposto all’aggressività dei tableaux vivants di Kienholz, come testimone di un delitto.
  • Contenuti: la mostra riunisce una selezione di opere che documenta esaustivamente tutti i temi sociali e politici indagati dal duo Kienholz. Five Car Stud, opera che è considerata una delle più significative dell’artista americano, è stata interamente riallestita dopo essere rimasta non visibile nel deposito di un collezionista giapponese per oltre quarant’anni.
  • Rapporto qualità/prezzo:  il biglietto intero al prezzo di 10 euro (ridotto 8 euro) è proporzionato alla visita del complesso espositivo, dove si possono visitare sia esposizioni temporanee (al momento quelle allestite sono appunto Kienholz: Five Car Stud, Slight Agitation 2/4: Pamela Rosenkranz e Extinct in the Wild) sia le installazioni permanenti, tra cui è doveroso menzionare l’opera Cell (Clothes) (1996) di Louise Bourgeois.

 

Info e orari

 

 

 

 

 

 

 

 

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