Gli Americani di Robert Frank

Gli Americani di Robert Frank, esposta alla Fondazione Forma per la fotografia – Forma Meravigli fino al 19 febbraio, è la raccolta completa del reportage realizzato dall’artista svizzero (classe 1924) negli Stati Uniti, dove emigrò nel 1947. Un incarico, ricevuto grazie a una borsa di studio dalla Fondazione Guggenheim, che gli consentì di documentare la vita di strada di oltre quaranta stati americani tra il 1955 e il 1956 e che divenne un libro fotografico con la prefazione di Jack Kerouac.

Robert Frank percorse su una vecchia macchina di seconda mano il proprio Paese d’adozione, consapevole che questo fosse il modo più efficace per raccontare l’immensità dell’America: non solo le grandi metropoli, ma anche la sterminata provincia, chiusa nel proprio isolamento.

Immagini dalla mostra "Gli Americani di Robert Frank"
Immagini dalla mostra “Gli Americani di Robert Frank”

Attraverso luoghi e spazi, come i drive in, i drugstore, le convention hall o le officine di Detroit, le stazioni di servizio lungo le grandi roads, o attraverso occasioni mondane come i comizi politici e i balli di beneficienza, Robert Frank fece con ironia una brillante critica sociale di una nazione che sembra tradire il mito del self made man.

L’America senza sogni di Robert Frank ci appare un paese alla costante ricerca di un’identità, profondamente segnato dalle disparità sociali e dal pessimismo, disgregato, ed emerge l’immagine di un popolo prigioniero delle proprie icone, esportate in tutto il mondo, come – per usare le parole di Jack Kerouac – “il cowboy lungo e magro che si rolla una cicca davanti a Madison Square Garden a New York, per il rodeo, triste, allampanato, incredibile”.

Immagini dalla mostra "Gli Americani di Robert Frank"
Immagini dalla mostra “Gli Americani di Robert Frank”

Proprio per questo suo sguardo personale, sensibilissimo alle contraddizioni del reale, Robert Frank rivoluzionò il linguaggio tradizionale del reportage, con le sue immagini all’apparenza sciatte e sgranate, focalizzate su dettagli che apparivano secondari e insignificanti. Robert Frank fu quindi accusato di distorcere la realtà per assecondare la propria prospettiva, ma il fotografo rispose che “la critica può scaturire dall’amore”. Del resto si può fotografare sempre solo ciò che si vede, ciò che produce nello sguardo del fotografo una qualche reazione, perché “è sempre la reazione istantanea a se stessi, ciò che produce una fotografia”.

VOTO 5/5

  • Allestimento: Forma Meravigli propone sempre allestimenti luminosi e semplici, adatti alla fotografia in bianco e nero. Molto apprezzabile di questa mostra l’accostamento scelto tra i vari scatti di Robert Frank, che suggerisce collegamenti e contrasti fra i vari soggetti ritratti: il ballo di beneficienza accanto al ristorante self service, il salone di un albergo vicino al drugstore, e così via.
  • Contenuti: in mostra è presentato l’intero progetto, la serie completa, che Robert Frank dedicò al suo viaggio negli Stati Uniti tra il 1955 e il 1956. L’organicità dell’insieme è l’aspetto che rende questa mostra un’occasione di particolare interesse artistico, storico e sociale.
  • Rapporto qualità/prezzo: prezzo intero di 8 euro, piuttosto economico rispetto agli standard attuali, e certamente conveniente data la qualità della mostra. Il biglietto permette poi l’accesso, fino al limite dei posti disponibili, per una serie di incontri di approfondimento sulla fotografia e il cinema di Robert Frank.

 

Info e orari

 

 

 

 

 

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