Caravaggio. San Girolamo scrivente

La prestigiosa cornice della Pinacoteca Ambrosiana di Milano ospita fino al 19 febbraio 2017 il meraviglioso capolavoro di Caravaggio, il San Girolamo scrivente, affiancato da alcuni disegni conservati in Ambrosiana e che illustrano le diverse modalità rappresentative del santo da parte di artisti come Albrecht Dürer, Giulio Romano, Giuseppe Nuvolone, Guercino e altri.

L’opera, proveniente dalla Galleria Borghese di Roma, dal mese di novembre sostituisce, nel percorso museale dell’Ambrosiana, la Canestra di frutta del maestro secentesco lombardo, dipinto che esposto nella rassegna sul Caravaggio in programma alla Galleria Borghese questo inverno.

La suggestiva sala dove è posizionato il Caravaggio è arricchita dalla presenza di otto disegni, che analizzano l’evoluzione dell’iconografia di San Girolamo, così com’è stata illustrata da Albrecht Dürer (San Girolamo nello studio), Giulio Romano (San Girolamo traduce la Bibbia), Guercino (San Girolamo nel deserto), Giuseppe Nuvolone (San Girolamo), Donato Creti (San Girolamo nel deserto), Giacomo Zoboli (L’ultima comunione di San Girolamo), Isidoro Bianchi (San Gregorio e San Gerolamo), Giovanni dell’Opera (San Girolamo tormentato).

San Girolamo, dottore della Chiesa delle origini, vissuto nel I secolo dopo Cristo, fu un grande studioso delle Sacre Scritture, cui dedicò gli sforzi di una vita. Grande conoscitore delle lingue ebraica e greca, tradusse l’Antico Testamento, che verrà accolto in tutto l’Occidente come la Vulgata. Fu ampiamente apprezzato anche nel Medioevo.

Citato per la prima volta dallo storico Giacomo Manilli, che lo collocava, nel 1650, nella Stanza del Moro di Villa Borghese, il San Girolamo scrivente rappresenta il santo nell’atto di intingere la penna nel calamaio, mentre è assorto nella lettura. L’immobilità del personaggio si estende anche nell’ambiente che lo circonda, una scrivania ingombra di volumi e carte con la luce che crea un’atmosfera suggestiva, rivelando gli oggetti disposti su piani paralleli.

 

Caravaggio, San Girolamo, 1605-1606. Olio su tela, 112 x 157 cm.
Caravaggio, San Girolamo, 1605-1606. Olio su tela, 112 x 157 cm.

La modernità della stesura pittorica e la maturità compositiva inducono a datare la tela tra la fine del 1605 e i primi mesi del 1606, ovvero ai momenti estremi della fase romana del Caravaggio, in continuità con la Cena in Emmaus di Brera e la Morte della Vergine del Louvre.

Come commentò Claudia Tempesta, “il San Girolamo scrivente è una delle opere più sconcertanti del maestro, dove l’apparente rigore geometrico della composizione è contraddetto dal luminismo pluricentrico che svolge un nuovissimo compito sia dal punto di vista della composizione figurativa che di commento morale. L’opera è un dialogo della luce e dell’ombra: la luce chiara colpisce le pagine aperte su cui è posato il teschio: solo in presenza della morte si comprende e s’illumina il libro della vita”.

VOTO: 4/5

  • Allestimento: all’interno della Pinacoteca Ambrosiana, che merita una visita, l’opera di Caravaggio si colloca in una sala molto affascinante, le cui pareti sono cariche di libri antichi e pregiati. Sul fondo della sala, con una buona illuminazione svetta il Caravaggio, che rafforza la sua forza espressiva.
  • Contenuti: il dipinto merita di essere visto da vicino, per poter apprezzare con maggiore attenzione l’enorme abilità di Caravaggio nel plasmare la materia attraverso una luce che accarezza gli oggetti e le forme e infonde loro una carica vitale unica.
  • Rapporto qualità/prezzo: ingresso solo alla mostra 8 euro; consigliamo di fare il biglietto cumulativo (mostra + Pinacoteca) che al prezzo di 15 euro consente di apprezzare tutta l’Ambrosiana.

Info e orari

 

 

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