Moda di carta. Opere di Isabelle de Borchgrave

I luoghi trattengono qualcosa della vita di chi li ha abitati. Se ne ha una dimostrazione tangibile in quegli spazi della memoria definiti case-museo, in cui si è riusciti, con maggior o minore fedeltà filologica, a conservare intatta la traccia di coloro che vi hanno vissuto.

L’atmosfera che si respira in Villa Necchi Campiglio, al numero civico 14 della silenziosissima via Mozart, è il perfetto fermoimmagine di una casa degli anni Trenta, progettata dall’architetto Piero Portaluppi, e costruita, arredata, vissuta, appunto, secondo il gusto, la cultura, le passioni, l’immaginario di una famiglia alto-borghese dell’epoca.

Ogni visita ˗ perché è bello ritornare in Villa Necchi Campiglio ˗ genera la piacevole sensazione di un tempo che sembra essersi fermato. Gli ambienti della casa vivono in uno stato di perfetta sospensione, ed è su questa cifra che si costruisce la mostra Moda di carta, visitabile fino al 31 dicembre 2016 e curata da Angelica Guicciardini.

Gli abiti-creazioni di Isabelle de Borchgrave animano la villa di silenziose presenze, fermate in un gesto, un ricordo, una situazione. La villa ritorna così ad essere abitata, e come la casa trattiene l’anima di chi l’ha vissuta, così gli abiti realizzati dall’artista belga conservano le forme corporee.

Isabelle de Borchgrave, abito da ballo di C. F. Worth, 1898, foto di Ottavia Mangiagalli
Isabelle de Borchgrave, abito da ballo di C. F. Worth, 1898, foto di Ottavia Mangiagalli

 

Più che di abiti, bisogna perciò parlare di sculture, perché le creazioni di Isabelle de Borchgrave non si possono indossare. Sono, potremmo dire, originali interpretazioni dell’assunto magrittiano ˗ divenuto centrale nell’arte contemporanea ˗ “ceci n’est pas une pipe”, secondo cui l’arte e l’artista si inseriscono programmaticamente nel rapporto tra significante e significato, rivelandone l’arbitrarietà.

 

Isabelle de Borchgrave, abito da giorno sorelle Callot, 1900 circa, e abito da sera di J. Doucet, 1903, foto di Ottavia Mangiagalli
Isabelle de Borchgrave, abito da giorno sorelle Callot, 1900 circa, e abito da sera di J. Doucet, 1903, foto di Ottavia Mangiagalli

Abiti che, però, non si possono indossare, e che quindi sono più propriamente sculture che rassomigliano a veri abiti, perché riproduzioni fedeli di creazioni della storia della moda, da Elisabetta I a Christian Dior. L’ambiguità del rapporto tra ciò che sembra e realtà si moltiplica quando ci accorgiamo che l’apparente molteplicità di materiali ˗ il velluto, la seta, il merletto ˗ è in realtà ottenuta nient’altro che da fogli di carta. E anche in questo si potrebbe vedere il gioco dell’artista nella scelta di servirsi di un materiale soltanto in apparenza fragile, ma che rivela invece una stupefacente versatilità quando sottoposto al gesto creativo.

VOTO 5/5

  • Allestimento: studiatissimo e molto suggestivo. Gli abiti con le loro forme e colori si intonano perfettamente agli ambienti in cui sono collocati tanto che ci si rammarica che le sculture di Isabelle de Borchgrave non possano abitare permanentemente le stanze di Villa Necchi Campiglio.
  • Contenuti: opere realizzate con una tecnica assolutamente innovativa e originale, che rivelano la straordinaria capacità inventiva e artigianale di Isabelle de Borchgrave, la quale, attraverso la pittura, l’acqua e le sue mani, ha saputo ricreare con un materiale soltanto apparentemente fragile, la carta, «gli effetti di velluto e seta […] le lucentezze d’oro e di perle e impalpabili preziosi merletti». L’attenzione dell’artista belga per la storia della moda riflette anche la storia dell’emancipazione femminile, che trova il suo culmine rivoluzionario nell’abito bianco di Coco Chanel, esposto in veranda, in cui le forme dell’abito si fanno semplici e lineari, agevoli da indossare, perfette per una donna che non vuole essere impacciata nei movimenti e che non ha più bisogno del supporto di un cavaliere.
  • Rapporto qualità/prezzo: al costo di 12 euro è possibile visitare la casa-museo e la mostra; per gli iscritti FAI l’ingresso è molto conveniente perché il biglietto è di soli 4 euro. La visita include l’accompagnamento guidato, scelta che testimonia la pregevole conservazione e gestione di questo luogo da parte del FAI, che garantisce visite a piccoli gruppi di visitatori, così che si possa gustare a pieno l’elegante atmosfera della casa.

Info e orari

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza i cookie… accetti? maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi