Mirabili mostri. L’Apocalisse secondo Baj

Il Palazzo Leone da Perego, polo del MA*GA di Gallarate, ospita un’importante retrospettiva, inaugurata pochi giorni fa, il 6 novembre, e aperta al pubblico fino al 26 febbraio 2017, dedicata a un artista che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’arte italiana del secondo dopoguerra: Enrico Baj. La mostra Mirabili Mostri. L’Apocalisse secondo Baj accompagna il visitatore alla scoperta di uno dei più grandi capolavori dell’artista: l’Apocalisse.

L’allestimento, curato da Emma Zanella, Roberta Cerini Baj e Chiara Gatti, in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano e l’Archivio Baj di Vergiate (VA), si focalizza sulla genesi e sull’evoluzione del grande ciclo narrativo dell’Apocalisse, una grande installazione realizzata tra gli anni Settanta e Ottanta. Si tratta di un’opera connotata dalla presenza di moltissime sagome di mostri, specchio del nostro tempo e dei mostri che si annidano ovunque nella società e negli individui, mostri che Baj rappresenta, pur nella loro carica grottesca, con una vena di ironia e sarcasmo che li anima di una vitalità e forza espressiva senza pari.

Immagine dalla mostra "Mirabili mostri. L'Apocalisse secondo Baj"
Immagine dalla mostra “Mirabili mostri. L’Apocalisse secondo Baj”

Il percorso si sviluppa attraverso sezioni tematiche di avvicinamento alla sala conclusiva, dalle prime sperimentazioni degli anni Cinquanta, con il periodo nucleare, in cui dal magma, dalla materia primordiale emergono gli “ultracorpi“, proseguendo con gli influssi dell’arte picassiana, con un riferimento a una delle opere più spettacolari di Baj, i Funerali dell’anarchico Pinelli. Le stanze successive ospitano i mostri dell’Apocalisse, raffigurati su lenzuoli su cui dominano creature infernali, poi inseriti in una tela di grandi dimensioni, dove in un’alba apparentemente pacificatrice emergono mostri mangia-bambini, e infine 150 sagome dipinte su tavola immergono lo spettatore in una dimensione surreale in cui miriadi di volti, gesti osceni, linguacce, occhi, mani occupano con prepotenza lo spazio.

Immagine dalla mostra "Mirabili mostri. L'Apocalisse secondo Baj"
Immagine dalla mostra “Mirabili mostri. L’Apocalisse secondo Baj”

Come Baj stesso ricordava, l’importanza dell’arte sta nel “rappresentare la nostra epoca, il nostro costume, le nostre ansie, le nostre gioie, i nostri drammi“. In questo percorso, che la curatrice Chiara Gatti definisce circolare, i mostri escono dalla materia primordiale, che produce creature a loro modo simpatiche, per poi dare spazio a quegli istinti innati nell’uomo e nella società, che ha iniziato a cadere con Pinelli in una discesa tragica e drammatica da cui ancora non si è rialzata. Da questa caduta derivano tutte le altre cadute, si generano mostri a catena, che servono sì a esorcizzare la paura ma che di fatto sono i nostri.

Ma, come scriveva Umberto Eco analizzando l’opera di Baj, l’artista “ha in realtà sempre allegramente suonato le sette trombe dell’Apocalisse“. Pur nella tragedia, le paure vengono esorcizzate con una sonora risata, unico strumento per allontanare, e forse sconfiggere, i nostri mostri.

VOTO: 5/5

  • Allestimento: percorso breve, ma ben sviluppato. Allestimento semplice, con pannelli esplicativi in ogni sala e con ampio spazio lasciato alle opere. Non ci sono strutture che soffocano, sono i mostri ad avere il sopravvento.
  • Contenuti: alta la qualità delle tele, sagome, pitture presenti. L’Apocalisse è una delle opere più importanti attribuite a Baj.
  • Rapporto qualità/prezzo: il prezzo d’ingresso, 5 euro, è assolutamente adatto a consentire a tutti di accedere all’esposizione.

Info e orari

 

 

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