Aldo Manuzio in Ambrosiana

Per tutti i bibliofili, la mostra Aldo Manuzio in Ambrosiana, ospitata in Pinacoteca fino al 28 febbraio, è certamente un appuntamento da non mancare. L’Ambrosiana, per celebrare i cinquecento anni dalla scomparsa del celebre stampatore, espone il nucleo centrale della preziosissima collezione di aldine in suo possesso.

Si tratta di un corpus di testi a stampa di eccezionale valore e rarità, che vengono mostrati al pubblico per documentare innovazioni destinate a segnare la storia dell’editoria.

Immagine dalla mostra "Aldo Manuzio in Ambrosiana"
Immagine dalla mostra “Aldo Manuzio in Ambrosiana”

Aldo Manuzio ebbe un preciso programma culturale: diffondere la conoscenza dei classici e della lingua greca e latina. Lo stampatore veneziano prima di dare inizio alla propria attività era stato precettore: non è un caso che il primo libro stampato dalla sua bottega fu la grammatica greca del Lascaris del 1495 e l’ultimo, stampato postumo, una grammatica scritta da Manuzio stesso. La sensibilità di Manuzio per la trasmissione del sapere attraverso lo studio è confermata anche dalla scelta di proporre in alcuni volumi il testo greco raffrontato a quello latino, perché le due lingue antiche secondo lo stampatore veneziano dovevano essere studiate e apprese contemporaneamente.

Tra le più importanti innovazioni dello “Steve Jobs del Rinascimento”, come lo ha definito il curatore Angelo Colombo, l’ideazione del carattere corsivo, di maggior leggibilità rispetto alla complicata grafia gotica, l’invenzione dei libelli portatiles in formam enchiridii (libri in formato in-ottavo che si potevano tenere con una sola mano), che cambiarono radicalmente le consuetudini di lettura, non più vincolate ad un luogo fisico quale era stato in passato lo scriptorium, e l’introduzione della punteggiatura nella sua forma moderna. Ognuna di queste tappe del percorso di Manuzio è documentata in mostra.

Stupisce il candore di queste pagine stampate più di cinquecento anni fa, curate e allestite con dedizione totale per la cultura di cui dovevano essere scrigno e veicolo.

Semper festina lente, “affrettati ma con ponderazione”, era il motto di Aldo Manuzio, e in queste parole è racchiuso il senso di un progetto che ha saputo essere insieme concreto e profondamente rivoluzionario.

VOTO: 4/5

  • Contenuti: esemplari rarissimi che documentano con completezza le tappe delle innovazioni tipografiche introdotte da Aldo Manuzio. L’insieme costituisce un’occasione imperdibile per scoprire una parte consistente della collezione di aldine presente in Ambrosiana.
  • Allestimento: la mostra è ospitata nelle Sale 2 e 3 della Pinacoteca dove è esposta anche una parte della collezione del museo: mancando uno spazio esclusivamente riservato all’esposizione, gli splendidi volumi rischiano di non godere della dovuta visibilità e il percorso può risultare ai visitatori poco definito. Scomodo è poi non poter disporre nemmeno di una sedia per guardare l’ottimo filmato che fa da introduzione alla mostra.
  • Rapporto qualità/prezzo: ingresso intero al costo di 15 euro, non economico ma comprensivo della visita alla Pinacoteca e all’interessantissima mostra La mente di Leonardo. Disegni di Leonardo dal Codice Atlantico, inaugurata durante Expo 2015.

Info e orari

 

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