WOW, Dante che MITO!

Inaugurata il 12 settembre e visitabile fino al 22 novembre, la mostra WOW, Dante che MITO! rappresenta un appuntamento originale e divertente da non perdere, realizzato in occasione del 750° anniversario della nascita del Sommo. Il percorso espositivo, ospitato presso WOW Spazio Fumetto, l’interessantissimo museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata di Milano, è un omaggio, a fumetti, dell’Inferno dantesco.

La mostra, voluta e proposta da Luigi Maio e curata da Martina Mazzotta e Luigi Bona,  è il frutto di una sinergica collaborazione tra WOW Spazio Fumetto/Fondazione Fossati, Fondazione Antonio Mazzotta, MITO Settembre Musica e Fondazione Amadeus.

Dante, si sa, è stato letto, studiato, osservato, reinterpretato, rappresentato in mille modi, uno più variegato dell’altro. Anche attraverso i fumetti. Ecco, quindi, che il visitatore è accolto, in prima battuta, da un incunabolo medievale, che rappresenta la prima edizione illustrata della Commedia, frutto del lavoro dello stampatore Bonino de Boninis. Le illustrazioni di questo incunabolo, pregevolissime dal punto di vista artistico, hanno influenzato per molto tempo le raffigurazioni successive di Dante.

Immagine dallo Spazio WOW.

Il percorso prosegue attraverso un viaggio a fumetti che ci mostra come l’opera del Poeta abbia dato vita a interpretazioni molto diverse, spesso dissacranti, volutamente ironiche e accattivanti, a volte edulcorate e censurate per un pubblico di bambini, in un mondo in cui l’immagine, fortemente evocativa, conquista e seduce, nel tentativo, spesso riuscito, di affascinare il lettore e introdurlo nell’Inferno.

Molti i nomi e i fumetti presenti, da La rovina in Commedia di Jacovitti, pubblicata per il giornale Bel-ze-bù nel 1947, alle favolose tavole originali di Topolino all’Inferno, seguite da Paolino Pocatesta e la Bella Franceschina, alias Paperino e Paperina, da Cattivik di Moreno Burattini e Giorgio Sommacal, dove Dante diventa un vecchietto rimbambito che vuole far poesia, a fumetti giapponesi (come il manga di Go Nagai) che subiscono, pur con delle perplessità nella resa stilistica, il fascino dantesco. Per concludere il visitatore potrà trovare, non tanto distante dalla Storia d’Italia a fumetti di Enzo Biagi, il Cenacolo di Maio che ritrae, sull’onda del tema caro a Expo, demoni golosi su una ricca tavola imbandita.

Zio Paperone tra guelfi e ghibellini.
Zio Paperone tra guelfi e ghibellini.

Una mostra divertente, leggera ma non superficiale, adatta a un pubblico variegato, grandi e piccini, in uno spazio dove trascorrere un pomeriggio colorato.

 

VOTO: 3/5

  • Allestimento: semplice, senza grosse pretese. Le cornici contenenti i fumetti sono poste lungo le pareti del piano terra, con alcune targhe esplicative. Abbastanza chiaro il percorso.
  • Contenuti: buona la varietà e l’offerta. Risulta molto interessante leggere e osservare alcuni fumetti e notare i diversissimi stili con cui viene rappresentata la Commedia.
  • Rapporto qualità/prezzo: è gratis! Possiamo chiedere di più?

 

 

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